
Per le due piccole camere, di Ovidio e delle Imprese, qualificate da monumentali camini in marmo rosso di Verona, sono documentati pagamenti della tesoreria di Corte ad Anselmo Guazzi e Agostino da Mozzanega, collaboratori di Giulio Romano, specializzati nella pittura di raffinati motivi ornamentali.
La sala di Ovidio (o delle Metamorfosi) č decorata da un fregio con paesaggi alternati a rappresentazioni figurali.
Nel fregio si alternano vedute di paesaggi bucolici (tra le quali una che rappresenta il palazzo durante la costruzione 1527-1528), e scene mitologiche (ispirate alle "Metamorfosi" di Ovidio) che alludono all'amore, all'armonia, alla fertilitą e al matrimonio.
La maniera pittorica, sia dei riquadri istoriati che dei finti marmi, č intimamente pervasa dal ricordo della pittura pompeiana.
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