
La scena delle nozze con Amore, resa da uno scorcio vertiginoso della volta, conclude felicemente la "fabella" di Psiche, illustrata nei riquadri circostanti e nelle lunette ,sulla scorta della narrazione di Apuleio e del Polifilo di Francesco Colonna.
Il banchetto nuziale, sdoppiato e proiettato a grande dimensione, occupa due intere pareti.
Gli amori e i tradimenti degli dèi, in particolare di Venere, divisa fra Marte e Adone, sono il tema della facciata settentrionale, con la finestra; mentre sull'ultima parete la gigantesca figura di Polifemo, troneggiante sul camino, introduce passioni violente, fra uomini e divinità con metamorfosi nel regno animale, come accade nei riquadri di Giove con Olimpiade e di Pasifae.
In questa sala, completata pressocchè nell'anno 1528, e dove pure operano Rinaldo Mantovano, Benedetto Pagni e probabilmente Gianfrancesco Penni, sono più frequenti i brani dipinti dallo stesso Giulio, che altrove concede ampio spazio, di esecuzione ai collaboratori.
Messa in scena da una gamma variegata di amori, oscillanti tra l'idillio e la sensualità sfrenata, la sala mostra la creatività varia e abondante (Vasari) del Pippi, in tutta la sua esuberanza e originalità.
Egli padroneggia la tecnica dell'affresco, ottenendo colori intensi e contrasti. Nelle sceneparietali mette progressivamente a punto figure più vive e dinamiche, capaci di conquistare lo spazio circostante e di coinvolgere lo spettatore nel dramma d'autore.
È disponibile la terza prova di Psiche.
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