MANTOVA

Palazzo TE


cortile palazzo Te

Il palazzo prende il nome dal luogo da cui sorge: l'isola del Te, circondatadai laghi e dal canale che costeggia le mura meridionali di Mantova.
I lavori di costruzione e decorazione iniziano con ogni probabilitÓ negli ultimi mesi del 1525 e si prolungano fino al 1535.
Su commissione di Federico Gonzaga, Giulio Romano trasforma le preesistenti scuderie in una villa sontuosa, riutilizzando in gran parte le vecchie muraglie, che delineano la corte quadrata. Giulio progetta la nuova configurazione architettonica, messa in opera sotto la direzione di Battista Corvo, e disegna nei minimi dettagli i cicli di affreschi, i fregi di stucco, i camini, i soffitti intagliati, affidati ad un folto gruppo di collaboratori.
╚ documentata la partecipazione di Giulio ai dipinti della sala della Psiche, ma la sua impronta si conosce anche in altre camere.
L'impianto planimetrico con la sua successione Atrio - Cortile Quadrangolare - Loggia - Giardino, riecheggia lo schema della domus antica. Anche il ricorso all'arcaico ordine dorico dimostra il gusto antiquario del progettista.
Originale la scelta di rivestire le facciate della villa con un bugnato rustico, ingegnosamente ricavato da laterzi sbozzati e sagomati.
Le irregolaritÓ nell'ampiezza delle campate o nella posizione delle aperture dipendono solo in parte dalle preesistenze: sono piuttosto il frutto di contraddizioni compositive che l'autore talvolta attenua con artifici ottici, mentre in altri casi preferisce metterle in evidenza.
La villa, dove Federico Gonzaga, soggiorna di rado, ha una funzione prevalentemente rappresentativa: nel 1530 e nel 1532 ospita l'imperatore Carlo V, nel 1536 il duca di Baviera Ludovico X. ╚ possibile vedere la pianta del Palazzo Te. Sono disponibili altre due foto del cortile interno del Palazzo Te




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