MANTOVA

Camera dei Venti (o dello Zodiaco)


Sala dei Venti

Sala dei Venti, soffitto

Le stanze abitate da Federico II Gonzaga (questa era il suo studiolo privato) si distinguono per la magnificenza dei marmi impiegati nelle porte nei camini e per la squisitezza complessiva delle decorazioni, sia pittoriche che a stucco.
La Camera dei Venti fonda il suo programma iconologico su antichi testi di astrologia che godono della massima autoritą negli ambienti umanistici dell'epoca.
Ogni scena dei tondi (a tecnica mista, affresco e tempera) illustra un prognostico legato alle costellazioni sorgenti nel firmamento contemporaneamente ai segni zodiacali (realizzati in stucco dorato su fondo nero), disposti tutto intorno ad una densissima volta ornate da scene e figure di divinitą olimpiache. Il tema astrologico, secondo il Gombrich, sarebbe tratto dai testi astrologici di Manilio (poeta latino dell'etą imperiale che, in polemica con Lucrezio, crede che l'universo non sia governato dal caso, ma dalla divina ragione) e di Firmico Materno.
L'iscrizione incisa al di sopra della porta che si apre sulla Camera delle Aquile (o di Fetonte): DISTAT ENIM QUAE / SYDERA TE EXCIPIANT, č tratta dalla VI satira di Giovenale e ammonisce che il destino degli uomini dipende dalle stelle fauste o infrauste sotto le quali essi nascono.




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